Sapere sull’antibiotico resistenza. Come difendersi dalle minacce del futuro e proteggere i nostri bambini?

Sapere sull’antibiotico resistenza. Come difendersi dalle minacce del futuro e proteggere i nostri bambini?

Comunicato Stampa

Esperti a confronto riuniti oggi a Napoli presso la Società di Storia Patria: i lavori introdotti da un ricordo commosso  del prof. Giuseppe Galasso recentemente scomparso

Resistenza agli antibiotici: e’ allarme in Campania, Sicilia e Calabria

Al sud doppiati i livelli di assunzione di Bolzano e Friuli Venezia Giulia

Al Maschio Angioino secondo appuntamento di “Donne che Sanno”su salute,  prevenzione e stili di vita promosso da “Fondo Mario e Paola Condorelli” e L’Altra Napoli

Napoli, 19 febbraio 2018 – Resistenza agli antibiotici, è allarme in Campania, Sicilia e Calabria. Il ricorso agli antibiotici – secondo l’ultimo rapporto Osmed-Aifa del 2016 –   varia a livello regionale,  con crescenti consumi da sud verso nord. Valori minimi di consumo totale a Bolzano (16 dosi definite giornaliere per 1000 abitanti) e in Friuli Venezia Giulia (19 dosi definite giornaliere ogni mille abitanti) a fronte di consumi doppi in Calabria e Sicilia (35) e, soprattutto, in Campania (40 dosi definite giornaliere ogni 1000 abitanti) dove, sempre nel 2016, sono stati quasi 50 mila i casi di infezioni da batteri antibiotico-resistenti rilevati dai 20 laboratori aderenti al Sistema Regionale di Sorveglianza dell’Antibiotico Resistenza (Si.Re.Ar.). Circa la metà dei casi di infezione antibiotico-resistente riscontrati sono stati rilevati nei soli reparti di Terapia Intensiva (20,60% dei casi), Medicina (15,33%) e Chirurgia (14,20%). È quanto emerso oggi durante il secondo incontro pubblico di “Donne che Sanno”, dal titolo Sapere sull’antibiotico resistenza. Come difendersi dalle minacce del futuro e proteggere i nostri bambini?”, promosso da “Fondo Mario e Paola Condorelli” e L’Altra Napoli con il patrocinio di Regione e Comune, e che si è tenuto alle 16 nella sede della Società di Storia Patria.  I lavori si sono aperti con un ricordo commosso  del prof. Giuseppe Galasso, insigne storico intellettuale napoletano e presidente emerito della Società di Storia Patria recentemente scomparso. “Appena tre settimane fa – le parole di Celeste Condorelli – il prof Galasso inaugurò in questa sede “Donne che Sanno”, purtroppo ci ha lasciato poco dopo”. Un lungo applauso, quindi la parola a Silvestro Scotti, Presidente Ordine dei Medici e  Odontoiatri della provincia di Napoli, moderatore dell’evento: “Non sempre – ha detto Scotti –  i medici di famiglia sono in grado di valutare l’opportunità dell’uso degli antibiotici perché sono posti di fronte al dilemma fra certezza e sospetto della malattia, a causa dei familiari che richiedono una diagnosi rapida e una pronta guarigione. Occorre una generale rieducazione  all’uso degli antibiotici, iniziando opportunamente dalle scuole. Faccio un appello alle “Donne che Sanno” perché le vaccinazioni, su cui oggi tanto si discute, si fanno per curare soprattutto una serie di infezioni, sulle quali si interviene poi con gli antibiotici. È importante che le donne diffondano la cultura delle vaccinazioni”.

Sorveglianza, controllo delle infezioni, uso corretto degli antibiotici, comunicazione e ricerca. Su questi temi si sono confrontati alcuni tra i massimi esperti del settore: Antonio Limone, Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno; Francesco Rossi, Professore ordinario Farmacologia Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli (già Presidente della Società Italiana di Farmacologia); Giuseppe Caruso, responsabile Area Ricerca di Farmindustria; Carlo Tascini, Direttore della Prima Divisione di Malattie Infettive a indirizzo Neurologico dell’Ospedale Cotugno di Napoli. A condurre il dibattito, il giornalista scientifico Mario Pappagallo.

“Fino agli anni Duemila – ha sottolineato Rossi – è stato grande l’impegno dell’industria sulla produzione di antibiotici, impegno che è stato trascurato negli ultimi 15 anni.  La realtà è che i batteri tendono a difendersi dagli antibiotici, parlano fra di loro e si trasformano. Occorre lanciare l’allarme non solo sull’uso indiscriminato degli antibiotici nell’uomo ma anche in campo veterinario. L’antibiotico-resistenza minaccia il ritorno ad un’era “pre-antibiotica” con gravi conseguenze per la sicurezza sanitaria e aumento dei costi”.

“Salute umana e salute animale sono interconnesse – ha ricordato Limone – e spesso non si sa che le persone assumono antibiotici dal mondo zootecnico, cioè attraverso gli alimenti, anche perché in molti allevamenti fino a poco tempo fa gli antibiotici venivano usati come fattore di crescita. I germi che resistono oggi negli animali di allevamento sono i più pericolosi. Ripristinare la biosicurezza e la bioprotezione negli allevamenti rende inevitabilmente meno necessario l’uso degli antibiotici, a tutto vantaggio della salute dell’uomo”.

In  Campania – ha affermato Tascini – si registra una antibiotico-resistenza pari al 43%, un dato da mettere al confronto con la Francia dove questa resistenza è al 5%. Anche nella nostra regione sono urgenti misure atte a contenere la diffusione della resistenza: uso prudente degli antibiotici, programmi di gestione antimicrobica, incremento delle vaccinazioni e riduzioni delle profilassi antibiotiche inutili”.

Infine, Caruso: “Le imprese del farmaco sono in prima linea nella lotta contro l’antibiotico-resistenza. Una battaglia che non si vince da soli ma con un fronte comune internazionale. Farmindustria ha promosso alcune proposte concrete, partendo da un dato: attualmente sono 919 gli studi clinici sugli antibiotici in tutto il mondo, dei quali il 25% è già stato autorizzato all’uso. In Italia dal 2014 al 2016 le prove sperimentali su nuovi antibiotici, sono raddoppiate, da 18 a 47”.

La dottoressa Condorelli ha posto il problema dell’antibiotico-resistenza negli animali domestici, in particolare cani e gatti.  Pronta la risposta del dott. Limone: “Anche in questo caso bisogna richiamare la responsabilità dell’industria che produce alimenti per gli animali domestici, richiamandola all’uso corretto e sano degli ingredienti”.

Il progetto “Donne che Sanno” prevede un appuntamento al mese (il ciclo di incontri si chiude il 4 giugno), con eventi che coinvolgeranno il territorio e si avvale del patrocinio di: Regione Campania, Comune di Napoli, Società Storia Patria, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Ipasvi, Ordine dei Medici, Federazione italiana medici pediatri di Napoli, Valore D, Federconsumatori, Lilt, con il contributo di UniCredit, Fondazione Grimaldi Onlus, Ferrarelle e Banco BPM.  Per info: www.donnechesanno.it; www.fondomarioepaolacondorelli.it.

Comunicato Stampa

A Napoli il 19 febbraio con “Donne che sanno” esperti a confronto sull’antibiotico resistenza

RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI,  IN CAMPANIA 50MILA CASI DI INFEZIONI NEL 2016: LIVELLI TRA I PIÙ ALTI  IN EUROPA

Torna al Maschio Angioino l’iniziativa su salute e  prevenzione promossa da “Fondo Mario e Paola Condorelli” e L’Altra Napoli con il patrocinio di Regione Campania  e Comune di Napoli

Napoli, 12 febbraio 2018 – Nel 2016 sono stati quasi 50 mila i casi di infezioni da batteri antibiotico-resistenti rilevati in Campania dai 20 laboratori aderenti al Sistema Regionale di Sorveglianza dell’Antibiotico Resistenza (Si.Re.Ar.). È questo il dato saliente contenuto nel Rapporto 2016, ultimo ad essere elaborato, dove si legge che “tali indicatori restano tra i più elevati d’Europa”.  Circa la metà dei casi di infezione antibiotico-resistente riscontrati sono stati rilevati nei soli reparti di Terapia Intensiva (20,60% dei casi), Medicina (15,33%) e Chirurgia (14,20%) mentre nel 13,5% dei casi la provenienza è stata di natura extraospedaliera.

E proprio il tema dei super-batteri resistenti agli antibiotici sarà al centro del secondo incontro pubblico di “Donne che Sanno”, il ciclo di eventi su salute, prevenzione e stili di vita promosso da “Fondo Mario e Paola Condorelli” e da L’Altra Napoli. L’appuntamento con “Sapere sull’antibiotico resistenza. Come difendersi dalle minacce del futuro e proteggere i nostri bambini?” è per il 19 febbraio alle ore 16 presso la Società Napoletana Storia Patria (Maschio Angioino, via Vittorio Emanuele III – 3° piano; ingresso gratuito).

“Abbiamo deciso di affrontare la tematica dell’antimicrobico resistenza – spiega Celeste Condorelli – perché è una delle principali minacce di salute nei prossimi decenni. La disinformazione, l’uso inappropriato di antibiotici negli esseri umani, negli animali e in agricoltura possono essere combattuti anche tramite la conoscenza e la collaborazione di organizzazioni di pazienti, di consumatori e di professionisti del settore sanitario e del mondo accademico. Per questo “Donne che Sanno” ha come obiettivo l’alfabetizzazione sanitaria, ovvero migliorare la capacità dei singoli di capire ed elaborare le informazioni offerte dall’universo mediatico per effettuare scelte consapevoli sui temi della salute”.

Sorveglianza, prevenzione, controllo delle infezioni, uso corretto degli antibiotici, formazione, comunicazione, informazione ricerca e innovazione. Questi i temi sui quali si confronteranno alcuni tra i massimi esperti del settore. Tra i quali: Antonio Limone, Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno; Francesco Rossi, Professore ordinario Farmacologia Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli (già Presidente della Società Italiana di Farmacologia); Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria; Carlo Tascini, Direttore della Prima Divisione di Malattie Infettive a indirizzo Neurologico dell’Ospedale Cotugno di Napoli. Modererà i lavori Silvestro Scotti, Presidente Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Napoli con la conduzione del giornalista scientifico Mario Pappagallo. Quindi le domande del pubblico e le conclusioni affidate a Celeste Condorelli.

Il progetto “Donne che Sanno” prevede un appuntamento al mese (il ciclo di incontri si chiude il 4 giugno), con eventi che coinvolgeranno il territorio e le collettività, per favorire adeguate scelte di benessere, e si avvale del patrocinio di: Regione Campania, Comune di Napoli, Società Napoletana Storia Patria, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Ipasvi, Ordine dei Medici, Federazione italiana medici pediatri di Napoli, Valore D, Federconsumatori, Lilt, con il contributo di UniCredit, Fondazione Grimaldi Onlus, Ferrarelle e Banco BPM.  Per info: www.donnechesanno.it; www.fondomarioepaolacondorelli.it.

Video sintesi evento 19 febbraio 2018


Video Intervento Antonio Limone


Video Intervento Francesco Rossi – Prima Parte


Video Intervento Francesco Rossi – Seconda Parte


Video Intervento Giuseppe Caruso


Video Intervento Silvestro Scotti – Prima Parte


Video Intervento Silvestro Scotti – Seconda Parte


Video Intervento Carlo Tascini


Domande del pubblico


Elenco completo rassegna

LEGGI

La Repubblica 13 febbraio 2018

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Radio Onda 1 – Intervista alla Dott.ssa Celeste Condorelli

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Corriere del Mezzogiorno 18 febbraio 2018

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Il Roma – 22 febbraio 2018 – Resistenza agli antibiotici allarme in Campania

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La Provincia di Cosenza e Quotidiano di Sicilia – 21 febbraio 2018 – Resistenza agli antibiotici

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Intervista alla Dott.ssa Celeste Condorelli su Radio Marte

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L’antibiotico resistenza: come ci difendiamo dalla minaccia del futuro?

L’utilizzo improprio (abuso e misuso) degli antimicrobici attualmente disponibili, congiuntamente allo scarso sviluppo di nuovi, sta conducendo progressivamente ad una ridotta disponibilità di opzioni terapeutiche efficaci per il trattamento e la prevenzione delle infezioni: nel 2050 l’antibiotico resistenza rappresenterà la prima causa di morte. 

I fattori che possono favorire l’insorgenza dell’antibiotico-resistenza sono molteplici; uso inappropriato (automedicazione, dose, tempo e via di somministrazione inadeguate) e/o impiego a scopo profilattico, sono solo alcuni degli aspetti che hanno portato ad un aumento, sempre maggiore, dell’incidenza del fenomeno. Il continuo utilizzo di antibiotici ed il loro anomalo smaltimento nell’ambiente hanno avuto come risultato la selezione di ceppi batterici resistenti. Inoltre, l’aumento dell’età media e, conseguentemente, di patologie croniche che richiedono frequenti ricoveri ospedalieri, la tendenza ad impiegare molecole ad ampio spettro e il crescente interesse per la salute degli animali domestici, che ha esteso l’uso degli antibiotici in veterinaria, hanno contribuito ad ampliare il fenomeno.

Gli ultimi dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), denunciano percentuali di prescrizioni inappropriate di antibiotici una volta su due. I dati forniti dall’Ocse mettono in luce una situazione comunque non omogenea: tra i servizi di dialisi l’inappropriatezza va dal 12 al 37%, in pediatria risultano inadeguate dal 4 al 47% delle prescrizioni, mentre nei reparti di terapia intensiva, l’inappropriatezza varia tra il 14 e il 60%. A livello ambulatoriale gli indici di inappropriatezza raggiungono valori intorno al 70%.

L’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha dedicato una sezione del proprio portale all’antibiotico-resistenza. In questo spazio della Rete sono stati delineati i tratti salienti di un auspicabile ruolo di contrasto al fenomeno che potrebbe essere svolto sia dai medici di Medicina Generale che dai medici ospedalieri. L’azione principale auspicata riguarderebbe una efficiente comunicazione, capace di tradursi in principi di educazione sanitaria condivisa e praticata dall’assistito e dal prescrittore

 

COS’È L’ANTIBIOTICO RESISTENZA?

L’antibiotico resistenza è il fenomeno per cui gli antibiotici non riescono a debellare le infezioni batteriche: quando succede è necessario cambiare tipo di antibiotico, ma alcuni batteri sono diventati del tutto insensibili a numerosi antibiotici, anche appartenenti a famiglie chimiche diverse.

In buona sostanza, alcuni antibiotici non servono più perché ne abusiamo. Risultato? Ogni anno un paziente su dieci si ammala a causa dei batteri multi  resistenti.

I NUMERI DEL FENOMENO IN ITALIA  

In Italia  – è l’allarme dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) –  la resistenza agli antibiotici è tra le più elevate in Europa: peggio di noi solo la Grecia.

Ogni anno dal 7 al 10% dei pazienti va incontro a un’infezione batterica multi resistente. Si calcola, inoltre,  che nel nostro Paese muoiano ogni anno circa 10mila persone a causa di germi multi resistenti. Un italiano che va dal medico di base o che va in ospedale si vede prescrivere un antibiotico nel 44 per cento dei casi. La media europea è del 34%. 

Come sottolineato nel corso della X Giornata europea e settimana mondiale degli antibiotici 2017 “utilizzare gli antibiotici in modo responsabile è una responsabilità di tutti”. E’ stato questo  uno dei messaggi chiave utilizzato anche nella settimana mondiale (World Antibiotics Awareness week, 13-19 novembre 2017), a sua volta organizzata da OMS, FAO e Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (Oie).

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità se non ci sarà alcun cambiamento nel modo di gestire i trattamenti antibiotici si rischia che nei prossimi 30 anni le morti legate a malattie infettive batteriche insensibili agli antibiotici procureranno, in tutto il mondo, circa 10 milioni di morti l’anno, più di quante ne fa il cancro.

Una ecatombe che costerebbe all’economia mondiale 100 mila miliardi. È un problema di grossa portata e di importanza spesso sottovalutata; tale grave problematica si può risolvere, almeno in parte, solo se tutti coloro che somministrano e assumono questi farmaci lo fanno correttamente.

IN CAMPANIA 50MILA CASI DI INFEZIONI NEL 2016, LIVELLI  TRA I PIÙ ALTI D’EUROPA

Nel 2016 sono stati quasi 50 mila i casi di infezioni da batteri antibiotico-resistenti rilevati in Campania dai 20 laboratori aderenti al Sistema Regionale di Sorveglianza dell’Antibiotico Resistenza (Si.Re.Ar.). È questo il dato saliente contenuto nel Rapporto 2016, ultimo ad essere elaborato. Il 13,5% dei casi è stato di provenienza extraospedaliera. Escherichia coli (21,94%), Staphylococcus aureus (12,49%) e Klebsiella pneumoniae (8,90% ) i tre batteri riscontrati più frequentemente.

Nelle principali strutture ospedaliere campane circa la metà dei casi di infezione antibiotico-resistente riscontrati sono stati rilevati in tre soli reparti: Terapia Intensiva (20,60% dei casi), Medicina (15,33%) e Chirurgia (14,20%).  

“Gli indicatori che descrivono il fenomeno dell’antibiotico-resistenza in Campania, rilevati nel corso del 2016 restano tra i più elevati d’Europa, confermando un quadro epidemiologico particolarmente allarmante, sebbene occorra precisare che l’analisi dei trend nel periodo 2013-2016 mostri pochi incrementi significativi (Aminopenicilline in E. coli e Fluorochinoloni in A. baumannii), mentre per alcuni principi attivi si osservano trend in controtendenza”, si legge nelle conclusioni del rapporto.

LE CAUSE DELL’ANTIBIOTICO RESISTENZA

  1. Tra le pratiche considerate più dannose c’è l’abitudine di fare uso degli antibiotici anche per trattare infezioni virali;
  2. Assumere i farmaci in modo diverso dalle prescrizioni, a dosi inferiori o per un tempo differente da quello raccomandato, si ritiene che possa contribuire a far sviluppare la resistenza;
  3. altra pratica che di recente è stata messa sotto accusa è l’abitudine in molti ospedali di prescrivere cicli di antibiotici a scopo preventivo
  4. Altre cause sono: la scarsa tendenza a lavarsi frequentemente le mani e l’inappropriata  gestione degli antibiotici, negli animali da allevamento, nel territorio, il trasferimento genico delle resistenze da un battere all’altro e l’esagerato turn-over dei pazienti nelle strutture sanitarie (ospedali, RSA) dovuto ad una cronica mancanza di posti letto.

 

QUALI  I BATTERI PIU’ RESISTENTI

I sorvegliati speciali sono nove batteri che causano infezioni comuni nelle comunità, per esempio asili nido, ospedali eccetera, oppure infezioni alimentari.

Ci sono:

  • Escherichia coli (causa di infezioni del tratto urinario e setticemie);
  • Klebsiella pneumoniae (polmoniti e setticemie);
  • Staphylococcus aureus (infetta le ferite e può trasmettersi al sangue).
  • E poi ancora alcune specie di batteri enterococchi all’origine di diarrea e infezioni trasmesse dal cibo.

COSA FARE

Gli antibiotici curano le infezioni batteriche e sono del tutto inutili in caso di infezioni virali, come l’influenza, per questo non servono per combattere tosse e raffreddore.

Andrebbero assunti solo attenendosi scrupolosamente alla posologia indicata dal medico e il trattamento non andrebbe mai arbitrariamente sospeso prima o dopo. 

 LA RESISTENZA SI È SVILUPPATA DA QUANDO ESISTONO GLI ANTIBIOTICI?

Pur essendo un fenomeno naturale, è accelerato e aggravato da un uso scorretto dei farmaci antibiotici. Uno dei principali fattori che contribuiscono alla resistenza è la pratica di trattare gli animali da allevamento con basse dosi di antibiotici per favorire la crescita ed evitare le malattie negli ambienti sovraffollati degli allevamenti intensivi. Questa pratica è vietata in Europa dal 2006, ma ancora oggi negli Stati Uniti l’80 per cento circa degli antibiotici viene impiegato con gli animali.

COSA PREVEDE IL PIANO NAZIONALE DI CONTRASTO DEL MINISTERO

Un Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2020 (PNCAR) è stato messo a punto dal ministero della Salute nel novembre 2017, in occasione della settimana mondiale degli antibiotici. Attraverso un approccio “one health”, esso vuole affrontare e contrastare il fenomeno in modo efficace attraverso sei ambiti di intervento:

  1. la sorveglianza;
  2. la prevenzione e il controllo delle infezioni;
  3. l’uso corretto degli antibiotici;
  4. la formazione;
  5. le attività di comunicazione e informazione;
  6. la ricerca;
  7. l’innovazione.

Il PNCAR ricalca strategie di intervento in sintonia con le direttive europee emanate dal Centro di Controllo e sorveglianza delle malattie (ECDC). Attualmente già molte Regioni in Italia hanno recepito con proprie delibere il PNCAR e sono già in corso interventi attuativi che dovranno essere realizzati, secondo una tempistica del Piano stesso, di qui fino al 2020.

DOVE SI TROVANO I BATTERI RESISTENTI E COME SI TRASMETTONO?

Negli ospedali, nei reparti di terapia intensiva e di neonatologia. Spesso, nel caso di batteri che vivono normalmente nel corpo della persona senza causare problemi, si tratta di autoinfezioni.

I pazienti oncologici e quelli che hanno subito un trapianto sono i più vulnerabili, come anche le persone operate cui vengono somministrati antibiotici per prevenire infezioni post-intervento.

Le infezioni che nascono in ambiente ospedaliero possono trasmettersi tra pazienti e causare epidemie. A volte ceppi resistenti possono essere trasmessi dagli animali, attraverso la contaminazione del cibo.

STA SVANENDO IL MITO DELLA PENICILLINA, L’ANTIBIOTICO CHE SCONFISSE LA POLMONITE

Sono almeno dieci anni che l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia l’allarme sull’uso inappropriato dei farmaci antibiotici che si riconoscono nella penicillina, scoperta da Alexander Fleming nel 1928, ma prima di lui, sempre casualmente, dall’italiano Vincenzo Tiberi.

L’OMS ricorda con puntuale frequenza che nel mondo si ricorre troppo spesso e male agli antibiotici.

Infettivologi, farmacologi e chimici concordano nel disegnare uno scenario futuro sconvolgente, in cui gli antibiotici potrebbero non adempiere più al loro ruolo terapeutico, sconfiggendo importanti malattie batteriche.

E’ accertato che la resistenza alla penicillina, l’antibiotico che per decenni ha debellato la polmonite, registra una variabilità che va dallo 0 al 51 per cento nei paesi che hanno aderito alle rilevazioni. Una percentuale allarmante.

ENTRO IL 2025 POTREBBERO RAGGIUNGERE IL MILIONE LE VITTIME IN EUROPA DA ANTIBIOTICO-RESISTENZA

Il nuovo sistema di sorveglianza globale antimicrobica avviato nel 2015 dall’OMS, ha scoperto nei 22 paesi aderenti, circa 500mila casi di resistenza agli antibiotici.

L’Italia non fa parte del gruppo di paesi che hanno aderito alle rilevazioni. Eppure una proiezione riguardante l’Europa avverte che:

entro il 2025, cioè fra sette anni, le vittime di malattie batteriche che non rispondono più agli antibiotici, potrebbero superare il milione.

Uno studio commissionato dal governo britannico ha concluso che entro il 2050 potrebbe salire a 10 milioni annui il numero dei pazienti a rischio di decesso per resistenza agli antibiotici nell’intero continente.

VELLA: “PER ANNI CI AVEVANO FATTO CREDERE CHE LE MALATTIE INFETTIVE NON ESISTEVANO PIU’”

“Speriamo che non sia tardi. Per anni abbiamo sottovalutato il problema dell’antibiotico-resistenza, fidandoci di esperti che sostenevano fossero finite le malattie infettive. Lo avevano detto anche pochi anni prima che arrivasse l’Aids. Così nessuno mise in piedi un sistema di sorveglianza globale. Come dicono gli inglesi “no data, no problem”.

Ora le cose stanno cambiando. L’auspicio è che siamo ancora in tempo”. E’ quanto ha dichiarato Stefano Vella, Direttore del Centro Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità. Oggi è diventato sempre più difficile trovare un farmaco, o un’associazione di farmaci, da somministrare a pazienti che non rispondono più a nessuna delle molecole esistenti, neppure alle più nuove. Il problema è particolarmente preoccupante nei reparti di terapia intensiva.

Per partecipare all’evento dedicato all’antibiotio resistenza è richiesta la registrazione. Per registrarsi compilare il seguente modulo, riceverete una e-mail di conferma.

L’eventoè terminato. Non è più possibile registrarsi

prevenire antibiotico resistenza

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2018-02-25T17:24:22+00:00 febbraio 4th, 2018|Categories: Donne che sanno 2018|Tags: |0 Comments

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