Sapere su genetica, stili di vita e prevenzione dei tumori

Sapere su genetica, stili di vita e prevenzione dei tumori

Il 19 aprile a Napoli il quarto appuntamento di “Donne che Sanno”: a confronto esperti di fama internazionale su “Genetica, stili di vita e prevenzione dei tumori”

TUMORI, PER COMBATTERLI LA PRIMA TRINCEA È SULLA NOSTRA TAVOLA

 Dallo studio EPIC la conferma della grande responsabilità dei cibi che consumiamo

 Al Maschio Angioino incontro promosso dal “Fondo Mario e Paola Condorelli” e da Altra Napoli

Napoli, 13 aprile 2018 – La prevenzione dei tumori, sulla quale oggi si punta con grande impegno insieme a una ricerca intensiva su come fronteggiare e sconfiggere il male di tutti i secoli, si intreccia con gli stili di vita e di alimentazione dei singoli, senza trascurare, anzi ponendoli in primo piano, i fattori genetici.  Si tratta di un percorso scientifico multidisciplinare di indagine ad alto livello che ha prodotto importanti risultati nella conoscenza per la prevenzione e la cura dei tumori, per molti dei quali si è giunti, grazie anche al miglioramento delle strategie terapeutiche  a una significativa riduzione della mortalità, fino al traguardo di guarigioni fino a pochi anni fa addirittura impensabili. “Sapere su genetica, stili di vita e prevenzione dei tumori” sarà il tema al centro del quarto incontro pubblico di “Donne che Sanno”, il ciclo di sei eventi su salute, prevenzione e stili di vita promosso da “Fondo Mario e Paola Condorelli” e da L’Altra Napoli e che si terrà il 19 marzo alle ore 16 presso la Società Napoletana Storia Patria (Maschio Angioino, via Vittorio Emanuele III – 3° piano; ingresso gratuito).

Fra i protagonisti dell’appuntamento napoletano il professor Elio Riboli, uno degli epidemiologi più importanti al mondo sul tema delle malattie tumorali, direttore della Scuola di Sanità Pubblica e docente di Epidemiologa del Cancro presso l’Imperial College di Londra nonché Coordinatore del Corso di Perfezionamento in Epidemiologia per la Ricerca Clinica Università Humanitas di Milano. Riboli a metà degli anni Ottanta ha intrapreso presso IARC (International Agency for Research on Cancer dell’Organizzazione Mondiale della Sanità), un nuovo percorso di ricerca dedicandosi al ruolo dell’alimentazione, della nutrizione e degli ormoni endogeni nell’eziologia dei tumori. Grazie a queste attività ha realizzato ampi studi basati sulla popolazione con il supporto delle biobanche, per analizzare e comprendere al meglio il rapporto tra fattori comportamentali, metabolici e genetici e l’insorgenza dei tumori e di altre malattie croniche diffuse. Nel 1990 il suo impegno si è ulteriormente concretizzato con l’avvio del principale studio internazionale su questi temi, l’European Prospective Investigation Into Cancer and Nutrition (EPIC), finanziato dal programma comunitario “Europe against Cancer”.

Grazie a questi straordinari studi il Prof. Riboli racconterà secondo evidenza scientifica il legame tra alimentazione, attività fisica e obesità nell’epidemiologia e prevenzione del cancro. Inoltre, aiuterà a conoscere il ruolo dei fattori di rischio della sindrome metabolica e degli ormoni sessuali endogeni dai quali deriva lo sviluppo del cancro al seno, al colon-retto, all’endometrio e al rene. Queste  tematiche saranno affrontate con due esperti della città di Napoli che con lui hanno collaborato: il prof Salvatore Panico, referente del Progetto DIANA-5, che studiano con basi scientifiche la possibilità di una relazione tra il nostro modo di vivere e di cibarci ed il rischio di tumore e con Francesco Perrone che coordina presso l’Istituto Nazionale dei Tumori l’attività di progettazione, conduzione,  analisi e pubblicazione di sperimentazioni cliniche prospettiche, monocentriche o, per lo più, multicentriche e che riguardano principalmente i tumori della mammella, del polmone, epatocarcinoma, i tumori della sfera genitali femminile e altri tumori dell’apparato digerente.

Ma il nostro Servizio sanitario nazionale fa abbastanza per diffondere la consapevolezza della correlazione fra alimentazione, stili di vita e tumori, anche in vista della riduzione dei costi del sistema stesso?

“Il Ministero della Salute –  spiega Perrone, dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli  – promuove innumerevoli iniziative per la prevenzione, inclusi gli stili di vita, come fumo di sigaretta, abuso di alcol, obesità che possono essere causa o concausa di malattie croniche, tra cui i tumori. Diverso è chiedersi se il molto che viene fatto è abbastanza o, ancor meglio, se funziona. Per diffondere “consapevolezza nei cittadini” non bastano solide basi scientifiche. È  necessario che tutti gli attori del sistema e soprattutto i mass-media e  i canali di comunicazione di massa veicolino messaggi utili e positivi e  non, come spesso accade – vedi il caso della disinformazione sui vaccini –  confondenti e fuorvianti. Per ogni messaggio sbagliato occorrono centinaia di messaggi corretti e non è detto che riescano a risolvere il danno fatto da quello sbagliato”.

Il progetto “Donne che Sanno” prevede un appuntamento al mese (il ciclo di incontri si chiude il 4 giugno), con eventi che coinvolgeranno il territorio e le collettività, per favorire adeguate scelte di benessere, e si avvale del patrocinio di: Regione Campania, Comune di Napoli, Società Napoletana Storia Patria, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Ipasvi, Ordine dei Medici, Federazione italiana medici pediatri di Napoli, Valore D, Federconsumatori, Lilt, con il contributo di UniCredit, Fondazione Grimaldi Onlus, Ferrarelle e Banco BPM.

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A Napoli il 19 aprile esperti di fama internazionale a confronto su “Genetica, stili di vita e prevenzione dei tumori”

Il tumore bisogna saperlo combattere. La prima trincea è sulla nostra tavola

Al Maschio Angioino il quarto appuntamento di Donne che Sanno promosso da “Fondo Mario e Paola Condorelli” e L’Altra Napoli con il patrocinio di Regione Campania e Comune di Napoli

genetica

La prevenzione dei tumori, sulla quale oggi si punta con grande impegno insieme a una ricerca intensiva su come fronteggiare e sconfiggere il male di tutti i secoli, si intreccia con gli stili di vita e di alimentazione dei singoli, senza trascurare, anzi ponendoli in primo piano, i fattori genetici. Si tratta di un percorso scientifico multidisciplinare di indagine ad alto livello che ha prodotto importanti risultati nella cura dei tumori, per molti dei quali si è giunti a una significativa riduzione della mortalità, fino al traguardo di guarigioni fino a pochi anni fa addirittura impensabili.

“Sapere su genetica, stili di vita e prevenzione dei tumori” è il tema al centro del quarto incontro pubblico di “Donne che Sanno”, il ciclo di sei eventi su salute, prevenzione e stili di vita promosso da “Fondo Mario e Paola Condorelli” e da L’Altra Napoli e che si terrà il 19 aprile alle ore 16 presso la Società Napoletana Storia Patria (Maschio Angioino, via Vittorio Emanuele III – 3° piano; ingresso gratuito).

Fra i protagonisti dell’appuntamento napoletano il professor Elio Riboli, Direttore della Scuola di Sanità Pubblica e docente di Epidemiologa del Cancro presso l’Imperial College di Londra nonché Coordinatore del Corso di Perfezionamento in Epidemiologia per la Ricerca Clinica Università Humanitas di Milano. Il prof. Riboli a metà degli anni Ottanta ha intrapreso presso IARC (International Agency for Research on Cancer dell’Organizzazione Mondiale della Sanità), un nuovo percorso di ricerca dedicandosi al ruolo dell’alimentazione, della nutrizione e degli ormoni endogeni nell’eziologia dei tumori. Grazie a queste attività ha realizzato ampi studi basati sulla

Fra i protagonisti dell’appuntamento napoletano il professor Elio Riboli, Direttore della Scuola di Sanità Pubblica e docente di Epidemiologa del Cancro presso l’Imperial College di Londra nonché Coordinatore del Corso di Perfezionamento in Epidemiologia per la Ricerca Clinica Università Humanitas di Milano. Il prof. Riboli a metà degli anni Ottanta ha intrapreso  presso IARC (International Agency for Research on Cancer dell’Organizzazione Mondiale della Sanità), un nuovo percorso di ricerca dedicandosi al ruolo dell’alimentazione, della nutrizione e degli ormoni endogeni nell’eziologia dei tumori. Grazie a queste attività ha realizzato ampi studi basati sulla popolazione con il supporto delle biobanche, per analizzare e comprendere al meglio il rapporto tra fattori comportamentali, metabolici e genetici e l’insorgenza dei tumori e di altre malattie croniche diffuse. Nel 1990 il suo impegno si è ulteriormente concretizzato con l’avvio dell’ European Prospective Investigation Into Cancer and Nutrition (EPIC), finanziato dal programma comunitario “Europe against Cancer”.

Grazie a questi straordinari studi il Prof. Riboli ci racconterà secondo evidenza scientifica il legame tra alimentazione, attività fisica e obesità nell’epidemiologia e prevenzione del cancro. Inoltre ci aiuterà a conoscere il ruolo dei fattori di rischio della sindrome metabolica e degli ormoni sessuali endogeni dai quali deriva lo sviluppo del cancro al seno, al colon-retto, all’endometrio e al rene. Queste  tematiche saranno affrontate con due esperti della città di Napoli che con lui hanno collaborato: Salvatore Panico, Professore di Medicina Interna Università degli Studi di Napoli Federico II, responsabile del gruppo di donne napoletane partecipanti allo studio EPIC e referente del Progetto DIANA-5, che studia con basi scientifiche la possibilità di curare il tumore dopo che sia stato diagnosticato puntando proprio su una corretta alimentazione; Francesco Perrone, Direttore Unità Sperimentazioni Cliniche dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli. Perrone coordina presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli l’attività di progettazione, conduzione,  analisi e pubblicazione di sperimentazioni cliniche prospettiche, monocentriche o, per lo più, multicentriche e che riguardano principalmente i tumori della mammella, del polmone, del fegato, della sfera genitale femminile e dell’apparato digerente.

Elio RiboliBiografia Professore Elio Riboli

La carriera del Professor Elio Riboli è iniziata nel Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano (1978-1983) con il prof. Berrino.

Nel 1983 è stato nominato Medical Officer di Epidemiologia all’Agenzia Internazionale per la Ricerca contro il Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità-Nazioni Unite (IARC) con base a Lione in Francia.

Dalla metà degli anni ottanta il Professor Riboli si è dedicato a una nuova ricerca volta a verificare il ruoto di dieta, nutrizione e ormoni endogeni nell’eziologia del cancro.

Nel 1988 queste ricerche si sono materializzate nel progetto EPIC (European Investigation into Cancer and Nutrition). Il Professor Riboli è da allora Coordinatore Europeo e Principal Investigator di EPIC.

Nel 2006 il Professor Riboli si è trasferito all’Imperial College di Londra come Professore di Epidemiologia e Prevenzione del Cancro. Un anno dopo è stato nominato Capo della Divisione di Epidemiologia, Sanità Pubblica e Assistenza Primaria e nel 2009 Direttore della nuova Scuola di Sanità Pubblica che nel 2014 è stata classificata tra le due migliori istituzioni accademiche inglesi nel campo dell’Epidemiologia, Sanità Pubblica e Servizi Sanitari secondo la valutazione del Research Excellence Framework.

Dal 2008 il Professor Riboli ha co-diretto la progettazione, istituzione e realizzazione della Qatar Biobank, uno studio prospettico di popolazione con lo scopo di studiare le cause di comuni malattie croniche come obesità, diabete, coronaropatie, asma e altri disturbi respiratori nella popolazione locale. Dopo aver recrutato i primi 4,000 partecipanti con la supervisione dell’Imperial College, la Qatar Biobank sta proseguendo verso l’obiettivo di 50,000 partecipanti.

Il Professor Riboli è anche stato co-fondatore di un vasto consorzio internazionale di ricerca sul cancro diretto dal National Cancer Institute degli USA che ha diretto come Presidente nel 2014-2015.

Tra gennaio 2014 e giugno 2015, il Professor Riboli è stato Chair del Comitato Esecutivo del Consorzio InnoLife che ha visto la partecipazione di 144 collaboratori provenienti da università europee, industrie e servizi sanitari. Nel dicembre 2014 InnoLife è stato premiato dalla Commissione Europea per diventare il nuovo Programma per la Salute dell’Istituto Europeo per l’Educazione, Innovazione e Tecnologia (EIT Health). L’EIT Health è una collaborazione pubblica e privata con 2.1 miliardi di euro investiti nell’educazione, innovazione e creazione di business. Il Professor Riboli è membro del centro EIT Health di Regno Unito e Irlanda.

Dal 2015 il Professor Riboli ha anche co-diretto l’istituzione del progetto Health for Life in Singapore (HELIOS), una coorte prospettica all’avanguardia che studierà l’eziologia di malattie complesse a Singapore. Lo studio pilota coinvolgerà 3,500 partecipanti dei tre gruppi etnici principali (Cinesi, Malesiani e Indiani) con l’obiettivo di estendere lo studio a 10,000 partecipanti.

Nel 2017 il Professor Riboli è stato nominato Professore di Sanità Pubblica all’Humanitas University.

Cos’è EPIC

EPIC è uno studio prospettico di coorte che include 521,000 partecipanti volontari in 24 centri in 10 Paesi Europei. In EPIC sono stati raccolti dati dettagliati su dieta, stile di vita, informazioni personali e salute, misure antropometriche standardizzate in aggiunta a 28 aliquote di campioni del sangue (siero, plasma, DNA ed eritrociti) conservate in azoto liquido dall’inizio dello studio.

EPIC è stata la prima banca biologica al mondo di queste dimensioni (circa 9 milioni di campioni) connessa a uno studio prospettico.

La ricerca in EPIC ha contribuito durante gli anni alla scoperta del ruolo di fattori metabolici come obesità, resistenza all’insulina e altri componenti della cosiddetta ‘sindrome metabolica’ nello sviluppo del cancro. Prima di allora si pensava che questi fattori fossero specifici per le malattie cardiovascolari e il diabete. La scoperta che questi disturbi siano fattori di rischio comuni a diverse patologie ha fornito basi scientifiche aggiuntive per la prevenzione di diverse malattie croniche.

Questi risultati sono stati tradotti in linee guida mondiali da parte di organismi internazionali di sanità pubblica e organizzazioni non profit come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il World Cancer Research Fund (WCRF) e in piu’ di 500 articoli scientifici in giornali ad alto fattore d’impatto.

Alimentazione e cancro, dall’epidemiologia alla prevenzione

alimentazioneLe ricerche epidemiologiche sulla dieta, l’alimentazione e i tumori si sono diffuse a partire dagli anni ’70 e ’80 con un numero crescente di studi caso-controllo progettati per approfondire il ruolo della dieta e di specifici alimenti e principi nutritivi. All’epoca la maggior parte dei risultati mostrava una relazione tra il consumo di frutta, verdura e cereali integrali e un rischio ridotto di contrarre il cancro, mentre il consumo di zuccheri, carni, carni lavorate e grassi animali portava a un rischio maggiore di sviluppare la malattia.

Tuttavia, questi studi non tentarono di distinguere gli effetti provocati dai singoli alimenti e nutrienti, perché il ruolo dell’obesità e della scarsa attività fisica nell’insorgenza dei tumori non era stato ancora identificato. In seguito, la creazione di ampi studi di coorte basati sulla popolazione mirati allo studio del legame tra dieta, fattori nutritivi, antropometria e attività fisica da una parte e cancro dall’altra ha aperto la strada a una nuova fase nell’epidemiologia nutrizionale dei tumori e di altre malattie croniche.

I primi studi di questo genere furono avviati nell’America settentrionale, mentre in Europa lo European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) fu lanciato nei primi anni ’90. Nel 2000 l’EPIC era diventato il più ampio studio di coorte prospettico del mondo, con una biobanca progettata specificamente per studiare i fattori di rischio del cancro e altre malattie legati allo stile di vita, all’alimentazione, alla genetica e al metabolismo, con 521.330 partecipanti provenienti da 23 centri di studio in 10 paesi europei. Negli ultimi 20 anni, durante il periodo di follow-up, sono stati diagnosticati oltre 80.000 casi di tumore, 15.000 casi di diabete di tipo 2 e 25.000 eventi cardiovascolari e cerebrovascolari, nonché il decesso di 47.000 partecipanti; questi dati hanno fornito una base consistente per le ricerche in campo nutrizionale, metabolico e genetico. I progetti di ricerca in seno all’EPIC e riguardanti il consumo di determinati alimenti e nutrienti hanno identificato o chiarito una serie di correlazioni con il rischio di sviluppare alcuni tipi specifici di cancro.

È stata riscontrata una relazione significativa tra il consumo di fibre, in particolare quelle contenute nei cereali, e la riduzione del rischio di cancro del colon-retto. Inoltre, è emerso come il consumo di carni rosse e lavorate aumentasse il rischio di tumori all’apparato digestivo, compreso il cancro allo stomaco, al colon e al retto. Il consumo di grassi totali e diversi sottotipi di grassi non è stato invece ricollegato a un rischio di cancro più elevato o è emerso soltanto come fattore debolmente predittivo, diversamente da quanto riscontrato nella maggior parte degli studi caso-controllo di qualche anno prima. Tuttavia, il principale cambiamento nelle nostre conoscenze sul rapporto tra dieta, alimentazione e cancro è dovuto alle scoperte sul ruolo dell’antropometria, dell’attività fisica e dei complessi fattori metabolici coinvolti in questi processi; queste scoperte non si limitano a darci informazioni sul consumo abituale di un cibo o di un nutriente in particolare, ma vanno oltre.

È emersa una forte correlazione tra il grasso corporeo in eccesso, misurato tramite l’Indice di Massa Corporea (o BMI), e il rischio di sviluppare diversi tipi di cancro, mentre un’attività fisica moderata o elevata, che unisca attività ricreative e domestiche, è stata associata a un rischio ridotto di vari tumori, indipendentemente dal BMI.

Il meccanismo biologico alla base del rapporto tra obesità, attività fisica e cancro è complesso e non ancora del tutto chiaro. Uno degli ambiti di ricerca affrontati dall’EPIC e da altri studi di coorte successivi ha coinvolto i componenti della sindrome metabolica e l’insulinoresistenza. Nel corso del New York University Women’s Health Study, è emersa inizialmente una relazione fortemente positiva tra il C-peptide come marker dell’iperinsulinemia e un aumento del rischio di cancro al colon e al retto. Questi risultati sono stati confermati dall’EPIC e da studi di coorte successivi. Livelli elevati di insulina sono stati associati a un maggior rischio di sviluppare altri tipi di tumore, tra cui il tumore al seno dopo la menopausa e il cancro dell’endometrio.

Studi più recenti hanno riguardato il ruolo di altri componenti della sindrome metabolica e analizzato come la dieta, l’antropometria e l’attività fisica influiscano sui processi infiammatori potenzialmente collegati alla carcinogenesi.

In conclusione, le ricerche svolte negli ultimi decenni, specialmente quelle basate su studi prospettici di ampia portata tra cui l’EPIC, hanno riscontrato che laattività dieta, l’alimentazione, l’attività fisica e l’antropometria influiscono notevolmente sul rischio di sviluppare tumori, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari, nonché sulle aspettative di vita della popolazione. A livello scientifico, svelare i meccanismi con cui questi fattori comportamentali e nutrizionali condizionano lo sviluppo dei tumori rappresenta una priorità per poter meglio comprendere l’eziopatogenesi di diversi tipi di cancro. Dal punto di vista della sanità pubblica, questi fattori metabolici e legati allo stile di vita sono estremamente interessanti poiché spesso coincidono con i principali rischi noti di malattie cardiovascolari e diabete, offrendo la possibilità di personalizzare la prevenzione delle malattie non trasmissibili tramite il medesimo insieme di interventi a livello pubblico.

Il Professor Riboli collabora da anni con varie istituzione italiane su progetti di ricerca legati alll’epidemiologia e alla prevenzione del cancro, in particolare con l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, il Centro Ricerche e l’Università Humanitas, il dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Torino, il Centro di Prevenzione Oncologica Firenze, l’Universita Federico II e l’Istituto Pascale di Napoli,  il Registro tumori della provincia di Ragusa. Queste collaborazioni hanno contribuito a favorire gli scambi scientifici e la mobilità dei ricercatori ed in molti casi hanno fornito l’opportunità per le istituzioni scientifiche italiane di avere un ruolo guida e di primo piano a livello internazionale.

Per ulteriori approfondimenti visita i seguenti siti:

https://www.hunimed.eu/it/professori/elio-riboli/

http://epic.iarc.fr/about/governance.php

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By | 2018-04-18T21:59:48+00:00 marzo 24th, 2018|Categories: Donne che sanno 2018|Tags: |0 Comments

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